Lands of Darkness's HomePage Tutti conoscono la storia della nascita di Therial e delle sue divinita'. Di come loro nacquero da pensieri senzienti di Dheadis e Deothium. Da loro ebbero forma Chastil e Aryhann che presto rafforzarono le loro forze unendosi in matrimonio. Da loro ebbero forma Asuka, l'Angelo della Distruzione e Xanathon, il Dio dell'Odio. Sotto questo splendido sole primaverile, che scalda appena la pelle, ma che rilassa e porta con se' il dolce profumo dei fiori, vi intratterro' con una storia che ha dell'incredibile. Mi presento innanzitutto: il mio nome è Haov Yven e come avrete capito faccio di mestiere il cantastorie. Il mio compito è quello di raccogliere le leggende e i miti di Therial e raccontarli di città in città per renderli eterni. Rimanete in mia compagnia e apprenderete come un elfo oscuro e un'elfa abbiano in comune un destino deciso dalle stelle. Tutto comincio' in un lontano giorno, quando una serie di eventi fu scatenata da una sola chiacchierata tra un elfo oscuro di nome Krisaore e una dolce elfa dal nome Jamirithiana. La loro storia di amore e odio coinvolse la meta' degli eroi di Therial, scatenando una guerra divisa in due fazioni. L'amore di Jamirithiana per Amlugil non fece che complicare le cose. Da sempre acerrimi nemici, Amlugil e Krisaore, sfruttarono ogni pretesto per potersi colpire in qualche modo a vicenda. Molti persero la vita in questa lotta, Krisaore tra tutti nei suoi scontri contro il guerriero chiamato la Stella Elfica ,ma tra loro anche Elrond il mago e Highlander il guerriero dai sani principi. Questa storia di un amore rifiutato aveva scatenato il caos su Therial. Tutti erano stanchi del proseguirsi della vicenda e sembrava che anche i cuori piu' puri cominciassero a votarsi al male. Sfruttando le arti magiche di un paladino di nome Meti, Amlugil fece evocare Krisaore al di fuori dei cancelli di Kyrandor e prendendolo alla sprovvista, con un colpo mortale, trapasso' il torace dello stregone da parte a parte. Krisaore non fece neanche a tempo a capire chi lo avesse colpito, che giaceva a terra, semi morente e con il respiro affannato. Senti' alcune voci e da quelle riconobbe i suoi assalitori e nel breve arco di tempo che impiega un batter di ciglia a chiudersi, si immagino' la scena cosi' come era avvenuta. In quel momento, ferito a morte, non sarebbe mai riuscito a vincere il guerriero e il paladino assieme. L'unica via di salvezza sarebbe stata il ritorno a casa. Un semplice sussurro, coperto da un fiotto di sangue che fuoriusci' dalla sua bocca, un gesto molto lento della mano e Krisaore si ritrovo' nel suo castello, dove il suo guaritore personale si prese cura di lui. La fama che circonda la Stella Elfica e' ben meritata e la convalescenza, nonostante le cure clericali del suo guaritore, duro' oltre una settimana. Un tempo interminabile per chi e' abituato all'azione come Krisaore. Questo gli diede comunque il tempo di seguire personalmente i lavori della sua citta' e di rileggere alcuni dei suoi libri nella sua biblioteca. Immaginatevi una sala solamente dedicata ai libri, il sogno di ogni studioso. Trattati di medicina, di alchimia e di magia riempiono scaffali di legno pregiato incavati nella parete. Tutti meticolosamente ordinati per materie e per ordine alfabetico e tutti trovati o comprati nei lunghi viaggi dell'Avatar. C'e' pero' una zona particolare nella sua biblioteca, una sessione semi vuota, che aspetta solo di essere riempita: e' la sezione dei libri scritti di pugno proprio da Krisaore. Solo un paio per il momento si trovano disposti sullo scaffale: il suo diario e il libro delle tattiche; ma lo spazio vuoto lascia intendere che presto ne verranno altri. Krisaore sapeva che nel suo personale regno del sapere avrebbe trovato la soluzione al suo problema: un incantesimo o un rito magico che avrebbe finalmente annullato il potere del guerriero suo nemico, seguace di Hazon e Chastil. La treccia di Jamirithiana sarebbe dovuta essere messa al centro di quella stanza, come trofeo della sua vittoria, e forse, come ricordo di un amore perso. Ma il guerriero e il paladino avevano trafugato il suo sacco mentre lui era ancora semi privo di sensi e giaceva a terra. Il trofeo era perduto, ma non le speranze di averlo di nuovo indietro. Gia' due volte aveva posseduto la treccia dell'elfa e forse non sarebbe stato impossibile ottenerla una terza. L'Avatar torno' per un istante indietro con la memoria al momento in cui la prese per la prima volta. Grazie alla sua magia aveva fatto levitare Jamirithiana in aria che si era offerta spontaneamente per terminare la guerra tra lui e il suo amato. La sua vita avrebbe posto fine a inutili spargimenti di sangue, anche se questo significava non rivedere piu' gli occhi pieni d'amore di Amlugil ogni volta che lui le rivolgeva il suo sguardo, anche se questo significava non poter piu' soffiare tutto il suo amore sul suo viso, anche se questo significava non poter piu' passeggiare mano nella mano con lui, sussurrandosi tutti i loro segreti. Ma almeno lui sarebbe stato vivo. Peccato che lo stregone non riusci' a prendere la vita dell'elfa. C'era qualcosa che lo aveva trattenuto e che lo aveva portato a ferirla spiritualmente, piuttosto che fisicamente. Il suo pugnale, che avrebbe dovuto trafiggere il cuore della strega elfa, taglio' invece di netto la sua treccia biondo grano, privandola della sua fierezza e di un poco della sicurezza in se' stessa. Il suo essere fiero e superbo crollo' in un attimo e questo fu solo l'inizio di battaglie ancora piu' cruente che seguirono gli avvenimenti di quel giorno. L'elfa arrivo' a pregare lo stregone in ginocchio, piangendo e disperandosi per riaverla, nella tana dello stesso Avatar. Al solo pensiero del volto dell'elfa in lacrime, ai suoi piedi, agguantata al suo mantello in cerca di aiuto stampo' un sorriso malefico sul volto di Krisaore. Ancora pensando a quell'episodio e ad altri che susseguirono, l'elfo oscuro prese distrattamente il primo libro che gli venne sotto mano, nella sezione "eroi e leggende". Il suo titolo era: Dheadis e Dheotium e la loro eredita' dopo gli dei. Krisaore non ricordava di aver mai comprato quel libro; ragione in piu' quindi per leggerlo. Magari avrebbe trovato qualcosa di interessante e utile per i suoi scopi. Il Signore delle Anime di Therial basava il suo potere principalmente sulla conoscenza e sul sapere, poi sul potere che lo rivestiva in pieno, dono della Dea Asuka, nel momento in cui lo scelse come suo campione e Araldo della Distruzione. Quando il libro fu terminato, la convalescenza era giunta al termine e Krisaore, era pronto per tornare nella capitale del regno, Kyrandor, per verificare se alcune delle cose lette tra quelle pagine potesse corrispondere al vero. Destino volle che proprio il giorno del suo ritorno, Jamirithiana si trovasse al tempio di Kyrandor, in compagnia di alcuni eroi di Therial, a chiacchierare con loro. All'arrivo dell'elfo oscuro la strega ebbe un sussulto e si ammutolii tutto di un tratto, mordendosi il labbro. Sicura di nuovo, grazie alla treccia che nuovamente adornava il suo viso, riattaccata magicamente, giro' il volto di lato e guardo' Krisaore diretto negli occhi. In un attimo fu come se nessun altro fosse presente su Therial all'infuori dei due. La tensione si fece palpabile e nessuno dei due proferi' parola, guardandosi semplicemente uno negli occhi dell'altra, senza abbassare lo sguardo neanche per un secondo. Le prime parole che fuoriuscirono furono completamente di circostanza e non avevano alcun secondo fine, ma la sconfitta bruciava ancora nei ricordi dell'Avatar e la vista della treccia accese due fiamme nei suoi occhi. L'elfo oscuro avrebbe voluto prendersi il cuore della strega in quell'istante, tenerlo in mano ancora pulsante e vedere la fiamma della vita spegnersi tra quegli occhi dolci che lo guardavano in tono di sfida. Quello sguardo che nulla rifuggiva e che di niente avrebbe temuto. Lo sguardo di chi crede che volere sia potere e che la determinazione sia un'arma piu' affilata della spada di un dio. Questo fece uscire Krisaore fuori di senno. Cosa portava l'elfa ad avere tanta sicurezza? Cosa la spingeva ora a rimanere di fronte a lui? Cosa c'era in lei che non gli permetteva di compiere l'atto finale e liberarsi della parte ancora non malvagia del suo cuore? Domande di cui entrambi conoscevano le risposte. Per chi conosce cosa significhi la parola orgoglio, non ha bisogno di spiegazioni alcune. Questo sentimento spinge ad azioni efferate e insensate, guidate solo dall'istinto del momento e dalla ragione che solo la follia sa governare. Krisaore chiuse gli occhi e sussurrando una sola parola, in una lingua ormai dimenticata, evoco' una colonna d'aria che inizio' a girare vorticosamente intorno ai due, isolandoli dal resto degli avventurieri che erano di passaggio al tempio. Nessuno poteva udire quello che veniva detto all'interno di quella gabbia magica fatta solo del potere del vento, come nessuno poteva essere udito al suo interno. Finalmente il silenzio dell'inutilita' dei discorsi finora pronunciati venne rotto: "Mi dispiace Jamirithiana, ma voglio la tua vita ed e' giunto il momento che io la prenda veramente. Senza esitazione alcuna, senza la minima ombra di rimorso." "Kris.." fu l'unica parola che la strega riusci' a pronunciare. "Tu fai parte di un passato che deve essere dimenticato. Tu sei tutto cio' che di buono rimane in me. Tu sei qualcosa che deve essere distrutto, altrimenti la mia anima potrebbe essere contagiata e non potrei piu' assolvere ai miei doveri verso Asuka." Nonostante gli occhi di Krisaore fossero ancora chiusi, lui riusciva a sentire ancora il maledetto sguardo dell'elfa su di lui. Era come un fuoco che bruciava il suo corpo e le sue carni. Una sensazione insopportabile che faceva crescere nell'elfo oscuro un senso di impotenza e che lo struggeva nel profondo. Perche' non riusciva a spezzarla nell'animo? Perche' non riusciva a richiamare il potere del Signore dei Draghi per eliminarla una volta per tutte? "Perche' Krisaore?" chiese Jamirithiana. Quelle parole furono come un pugnale dritto al cuore. La sua voce era come l'armonia di un campo in fiore, come le risa delle fate nella notte. "Osi chiedermi perche'?" replico' l'Avatar cercando di controllare il suo potere per non farlo fuoriuscire e distruggere il tempio sacro' alle divinita' di Therial. L'elfa si limito' ad annuire. Anche nel buio dei suoi occhi, Krisaore riusciva a vedere la sua testa, che lentamente, quasi immobile, immagine dopo immagine che si frapponeva alla precedente, si abbassava e si rialzava di nuovo, senza mai lasciar cadere il suo sguardo e senza indietreggiare di un passo. "Non lo riuscite veramente a capire Jamirithiana? Voi avete rifiutato tutto quello che avevo da offrirvi. Avete rifiutato il mio potere. Avete rifiutato una citta' che sarebbe stata ai vostri piedi. Avete rifiutato il potere di vita e di morte su tutti i miei sudditi. Avete rifiutato cio' che nessuno avrebbe mai rifiutato: ME!" "Avreste preferito," continuo' l'elfa "che morissi dentro al vostro fianco? Che giorno dopo giorno la luce nei miei occhi si spegnesse, assistendo alle atrocita' di cui siete capace? Avreste veramente voluto questo da me Krisaore? Mi odiate cosi' tanto? Mi dispiace di avervi fatto soffrire, ma io non mento mai e per quando dura, la verita' e' l'unica strada che conosco." "E' questo che ha decretato la vostra fine. Non avete saputo vedere nel mio cuore come altre persone hanno saputo vedere. Come Saisha vide un tempo e come molti eroi di Therial hanno saputo fare onorandomi del loro rispetto. La giuria del mio popolo ha deciso che tu debba morire, che insieme a te muoiano tutto cio' che ancora ci lega alla vostra razza. La stessa che ci rinnego' secoli or sono, che ci bracco' e costrinse me, appena un bimbo, a vivere nel folto della foresta stregata, dove l'unico scopo era sopravvivere, giorno dopo giorno. Pagherai tu per la colpa dei tuoi avi e lo farai ridonandomi tutta la mia malvagita' e rivestendo finalmente e completamente il mio cuore di una folta coltre di oscurita' e tenebra." "Kris.." Jamirithiana sorrise e continuo' "Perche' non mi dite queste cose guardandomi negli occhi? Accettero' qualsiasi cosa vogliate farmi, ma fatelo guardandomi negli occhi. E' l'ultima cosa che vi chiedo." L'elfo oscuro apri' i suoi occhi e guardo' Jamirithiana nei suoi. Dapprima scorse le loro forme allungate, poi il bianco della pupilla e infine la pupilla stessa e un bagliore sali' dal profondo. Apparve quindi un'immagine che mai avrebbe lasciato la mente di Krisaore. In un attimo che sembro' interminabile, l'Avatar vide scorrere tutta la sua intera vita negli occhi dell'elfa. Si vide piccolo nascondersi tra le fronde degli alberi e attendere il momento migliore per uccidere con la sola forza delle mani la sua preda. Si vide fuori dalla foresta mentre Asuka gli apparve e lo investi' suo Araldo. Si vide disprezzare la divinita' di Chastil, quando lo nomino' Avatar di Therial e infine si vide di fronte alla strega elfa, circondato dalla tormenta che lui stesso aveva richiamato, guardare lei negli occhi e vedere il tutto ricominciare da capo. Krisaore fece un passo indietro, poi cadde sulle ginocchia e una lacrima solco' il suo volto. La colonna d'aria cadde nello stesso momento rivelando la scena che seguiva agli occhi increduli di chi si era avvicinato al tempio spinto dalla curiosita'. Jamirithiana aveva posto la sua mano sul braccio dell'Avatar, toccandolo per la prima volta da quando si erano incontrati. Caduta la gabbia di vento, anche le parole cominciarono a diventare comprensibili per gli spettatori di quella strana scena. "Cos'era quello che ho visto riflesso nei tuoi occhi? Sapete spiegarmelo Jamirithiana? Per un attimo vi ho visto riflessa la mia anima. Come e' possibile?" L'elfa ancora con la mano sul braccio dell'elfo oscuro non rispose, ma lo guardo' con gentilezza e con una dolcezza che mai gli aveva mostrato. Krisaore allora si rialzo' e guardo di nuovo negli occhi di Jamirithiana, senza pero' scorgervi niente questa volta. "Guardami nel profondo dei miei occhi e dimmi cosa vedi?" disse Krisaore. Ma l'elfa rimase nella sua posizione senza muoversi. "HO DETTO GUARDA NEL PROFONDO DEI MIEI OCCHI!" le urlo' Krisaore di nuovo in preda alla furia. "Mi fate paura quando fate cosi' Kris.. Calmatevi e parliamone." "Ho detto di guardarmi, elfa, e di dirmi cosa vedete." Jamirithiana allora guardo' nel profondo degli occhi di Krisaore come mai aveva fatto prima d'ora. Le sue pupille si spalancarono e la sua mano allontano' il braccio dell'elfo oscuro portandosi' direttamente sul cuore della strega. Vedendo la sua reazione, l'Avatar recito' una formula magica e un libro apparve tra le sue mani. Lo porse a Jamirithiana e gli chiese di leggere dalla pagina in cui lui aveva aperto il libro. "Dice un'antica leggenda che nel momento in cui Dheadis si accorse che anche Deothium avrebbe diviso il suo pensiero per creare Xanathon e gli altri dei del male, creo' una fata da un fiore e le dono' la sua dolcezza perche' la diffondesse in futuro, come ultima arma contro l'esercito di Deothium. Il nome della fata era Atimea e, appena resasi cosciente della sua missione, volo' piu' veloce che poteva verso Therial. Deothium che ancora in pieno possesso dei suoi poteri, perche' non ancora diviso in piu' parti, avverti' il passaggio di Atimea e le scaglio' contro un draghetto vampiro. Questo draghetto incorporava tutta la crudelta' di Deothium e aveva il potere di trasmetterla agli altri." Jamirithiana giro' pagina e continuo' a leggere, sempre piu' rapita dalla storia. "Il draghetto attacco' la fata che non era stata creata per combattere e inizio' a succhiarle via la sua linfa vitale, iniettandole il suo velenoso pensiero. Non c'erano speranze di salvezza per Atimea e nel suo ultimo canto divise la sua essenza in due parti, quella contenente la dolcezza di Dheadis in una e quella contenente la crudelta' di Dheotium nell'altra. Le due meta' cercarono di ricongiunsi, ma furono bloccate dal draghetto vampiro che le spedi' su Therial, nella loro forma di energia, perche' la cattiva contaminasse il terreno e la buona venisse contaminata anch'essa nel processo. Nel viaggio verso Therial, qualcosa ando' storto. Nel momento stesso in cui avrebbero dovuto toccare il suolo, le due sfere di energia si bloccarono e rimasero sospese in aria per un tempo indefinito. Nel frattempo le divinita' erano nate e presto le due meta' sarebbero state scoperte e annullate da entrambe le parti. In un barlume di sopravvivenza le due parti si riunirono di nuovo formando una cosa sola, si lasciarono infettare una dall'altra, anche se in misura marginale e si sparpagliarono per Therial, in luoghi dove la magia era talmente satura da nasconderle agli occhi degli dei. Diversi secoli piu' tardi, quando a poco a poco la magia di Therial si affievoliva concentrandosi in centri di potere, le due sfere diedero vita a due forme di vita opposte, ma che un giorno si sarebbero riconosciute e avrebbero deciso le sorti di Therial secondo il volere di Deothium da una parte e di Dheadis dall'altra. Ma la parte di ognuna che era nell'altra li avrebbe fatti riconoscere e li avrebbe attratti e respinti in egual misura." Jamithiana giro' di nuovo pagina, e continuo' a leggere. La leggenda semi sconosciuta, continua differentemente, a seconda del popolo che la racconti, ma quella che sembra piu' accordarsi con quanto letto finora sembra essere quella narrata dagli elfi. ...e quando il male tornerà nella sua forma corporea nascerà un'antitesi, un essere che sarà puro tanto quanto l'altro sarà malvagio e, affinche' l'equilibrio di AryHann sia ricomposto, essi saranno due facce della stessa medaglia. Dheadis e Dheothium saranno le energie che muoveranno le sorti, i loro pensieri, troppo deboli ormai per assurgere a divinità e non ancora pieni di forma fisica e consistenza, avranno bisogno l'uno dell'altra, perche' entrambi costituiscono il bene e il male, l'alfa e l'omega." Allora Jamirithiana alzo' il volto verso l'elfo oscuro e chiese: "Avete notato Krisaore l'incredibile e strana somiglianza tra la parola ALFA e la parola ELFA?" "Naturalmente" spiego' l'Avatar. "in principio gli elfi erano la razza eletta, coloro che diedero consistenza e vita a Therial. Poi iniziarono a nascere anche le altre razze, inferiori in tutto, e la perfezione si perse in queste nuove razze che nulla di puro avevano. In quel momento inizio' la vostra guerra santa contro gli impuri e la nostra persecuzione. Ci scacciaste dai vostri villaggi e dalle vostre citta' e ci rinnegaste, alimentando in noi l'odio per tutto cio' che avesse vita. Ora, prima di girare pagina.." prosegui' Krisaore "guardatemi negl'occhi e ditemi cosa vedete. Non ve lo chiedero' due volte adesso." Jamirithiana nonostante non avesse paura in quel momento, preferi' ubbidire all'Avatar e rispose: "Vedo uno specchio, una specie d'ombra." L'elfa non avrebbe mai ammesso di aver visto nelle pupille dello stregone il sorriso di Chastil, anche perche' in quello stato di confusione non ne era poi tanto sicura neanche lei. La risposta parve soddisfare Krisaore che si limito' ad annuire e diede il consenso a proseguire nella lettura. "... le due metà avranno un forte impulso che spingerà esse a ricongiungersi ma quando saranno vicine si respingeranno... e cercheranno di distruggersi vicendevolmente, ognuno a suo modo. Allora il segreto risiede nella conoscenza dei propri "io", essi dovranno riconoscersi e quindi la moneta si potrà dividere e le due facce saranno libere, ma fino ad allora continueranno cruente a cercarsi e respingersi. Appena finito di leggere, Jamirithiana alzo' lo sguardo verso Krisaore e gli porse il libro che l'Avatar le aveva dato. Non c'era bisogno di parole per spiegare il pensiero di entrambi e sia l'elfo oscuro, sia la strega si limitarono ad annuire a vicenda. Lo stregone prese una perla dal suo sacco e pronuncio' delle parole magiche. Un portale nero di luce si creo' dal nulla e prima di attraversarlo Krisaore rivolse delle ultime parole a Jamirithiana. "Se quello che avete letto corrisponde a realta', noi siamo le due meta' di Atimea e per questo saremmo sempre destinati ad attrarci e respingerci, come il nostro destino comanda. Faro' delle ricerche e scopriro' la verita', di questo potete esserne certa Jamirithiana. E se dovessi scoprire che la leggenda non ci riguarda, allora tornero' a riprendermi la tua vita, come avrei dovuto fare gia' da molto tempo, Signora dei Sussurri." E poi spari' all'interno del portale che si richiuse dietro di lui. "Se la storia sia vera o meno, questo non so dirvelo. I personaggi di cui narra solcano ancora le strade di Therial e solo il tempo sapra' dirci se la leggenda abbia un fondo di verita' o sia solamente una storia che vi ha intrattenuto in questo meraviglioso giorno primaverile.." ©2001 Ary Arianna M.G. Benigno (AryHann)