Il giorno dopo, Rihoma e Anthur, si svegliaron di buon'ora e si avviarono in locanda, per raccontare agli amici della loro avventura. "Ehi gente! Non indovinerete mai che cosa e' successo ieri!" grido' il vecchio Rihoma, non appena mise piede nella locanda. I presenti si voltarono, un po' sorpresi di vedere Rihoma cosi' presto. "Non dirmi che ti sei lavato, finalmente." rispose Dekhor, ridacchiando. Scoppio' una risata generale. Rihoma lancio' una gelida occhiata all'ometto seduto al tavolo. "Va' all'inferno! Le tue stupide battute ormai hanno fatto storia!" sbotto' Anthur, visibilmente innervosito per l'intervento di Dekhor. Rihoma si avvicino' al banco, ordinando una birra. "Filthy! Portami della buona birra fresca, birra di malto!" Anthur lo segui', ordinando anche lui un boccale. "Gente, ammucchiatevi qua che vi devo raccontare una cosa, forza forza!" Esclamo' Rihoma, facendo dei gesti per far capire agli altri di avvicinarsi. "Che cosa ci devi raccontare?" domando' un mendicante incuriosito. Quando i presenti si accerchiarono attorno a Rihoma ed Anthur, il cacciatore inizio' il suo racconto. "Proprio ieri, io ed Anthur ci siamo inoltrati in Bosco Sacro, alla ricerca del selvaggio che ci ab..." Rihoma venne interrotto da Dekhor. "Storie! Non ci abita nessuno in quel bosco." "Fammi finire uomo di poca fede!" sbraito' Rihoma. Rihoma racconto' l'avventura a cui il giorno prima era andato incontro con l'appoggio di Anthur. Gli ascoltatori rimasero esterrefatti, mai avrebbero potuto immaginare che un selvaggio potesse abitare in quel bosco pericoloso e pieno di insidie. Dekhor scoppio' a ridere. "Ma piantatela di dire stupide panzane, razza di idioti!" esclamo' fra le risa "Non vive nessuno tra le fronde di quegli alberi, solo orsi, serpenti e altri stupidi animali." Dekhor sorseggio' un po' di birra dal suo boccale e ricambio' ai due cacciatori un sorriso ironico, convinto che la ragione stesse dalla sua parte. Rihoma divenne pallido dalla rabbia e la sua buffa espressione nervosa prese lentamente forma tra le rughe del suo viso. "Rimangiati quello che hai detto dannatissimo verme!! Tu che non fai altro che vegetare seduto a quello stupido tavolo scolandoti la cantina di Filthy ogni maledettissimo giorno!! Sta' zitto!! Non sai nemmeno che forma abbia un orso!!" sbotto' il vecchietto, calmandosi quasi subito. Calo' lentamente il silenzio, come se tutti si aspettassero qualche strana reazione da parte di Dekhor; invece se ne rimase li' in silenzio, osservando il vecchio cacciatore con sguardo di sfida. "Non faro' un accidente dalla mattina alla sera ma almeno non spreco la mia vita dando la caccia a puzzolenti e stupidi animali!! Ti fai tanto grosso che riesci ad atterrare un orso a mani nude e l'altro giorno sei tornato coperto di sangue!!" ringhio' Dekhor "Torna nel tuo bosco a cacciare insetti, scarto d'un troll!" prosegui' "Aaaah!! Questa volta non la passi liscia furfante!!" "No! Fermo!" esclamo' Anthur, afferrando l'amico per la vita, mentre egli sferrava pugni a vuoto e sgambettava nel vano tentativo di colpire Dekhor. "Calmati accidenti!! Non vorrai abbassarti al suo livello!" prosegui' Anthur. "Bah!! Chiudi il becco tu! L'altra volta l'hai quasi ammazzato quel verme!!" Rihoma si calmo' poco a poco e Anthur lascio' la presa. I bisticci e le minacce preseguirono fino a tarda notte, le grida si udirono in tutta la citta' e alcune guardie fecero un sopralluogo per vedere che stava succedendo. Dopo qualche minuto, una decina di guardie cittadine portarono nuovamente l'ordine ed il silenzio alla Locanda del Topo. "Filthy! Portami una pinta! Veloce!" esclamo' Rihoma, seduto ad un tavolo assieme al suo vecchio amico Anthur. "Finirai con prenderti un accidente se continui a bere cosi', pari una vecchia spugna." disse Anthur, con disinvoltura. "Al diavolo! Si vive una volta sola, e voglio godermi questa maledetta birra finche' la mia carcassa non e' dentro una bara!" esclamo' Rihoma sbattendo un boccale vuoto sul tavolo. All'improvviso, la porta della locanda si apri', dall'uscio fece capolino una figura avvolta da una lunga pelliccia, probabilmente di un qualche animale selvatico. I presenti si voltarono per vedere il nuovo arrivato, essendo che nessuno in questa citta' e' capace di farsi i propri affari. Lo straniero entro' chiudendo la porta, si avvicino' al banco e si tolse la pelliccia, poggiandola su uno sgabello. Rihoma ed Anthur sbiancarono. "Lunga Lancia!!" esclamarono all'unisono. Filthy si volto' verso il giovane e gli sorrise. "Salve giovanotto, noto con piacere che sei tornato a farci visita. In cosa posso servirti?" "Birra fresca in grande boccale!" rispose Lunga Lancia con un grande sorriso, impaziente di assaggiare la fresca birra del "grande villaggio" Filthy sbatte' un boccale sotto il naso del ragazzo. Fece per sorseggiare un po' di birra ma venne interrotto da Rihoma e Anthir, che si precipitarono da lui. "Amici!" Esclamo' Lunga Lancia sorridendo "Anche voi a dissetarvi?" "Che cosa diavolo ci fai qui??" esclamarono i due cacciatori, perplessi. "Woah! Lunga Lancia mettere fine a sua sete." rispose abbozzando un sorriso. "Ma.. non abitavi in Bosco Sacro?" disse Rihoma, scrutanto il suo giovane amico. "Lunga Lancia volere costruire suo Tepee in foresta di piccoli uomini, in grande spiazzo, dove fratello Lupo grida nelle notti di Luna piena." I due cacciatori annuirono, piu' perplessi di prima. "Ora Lunga Lancia deve andare." disse finendo la sua birra. "A.. a presto dunque.." mormoro' Rihoma. "A presto amici!" Lunga Lancia si avvio' verso l'uscita salutando i due cacciatori, che lo fissavano perplessi. [fine.. ? ..] _________________ "Oh Grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza."