Nella locanda, vi sono diversi viandandi che parlan fra di loro di un'ombra misteriosa che secondo loro si aggira in Bosco Sacro, aiutando i viandanti che smarriscono la via. "Stento a crederci, non vive nessuno in quel bosco, si aggirano solamente dei druidi che ogni tanto vanno a curare gli animali feriti.." mormoro' Anthur, un uomo molto alto e anziano, dalla folta barba e lunghi capelli bianchi. "Lo so perche' sono un boscaiolo, e abito nei pressi di Bosco Sacro" "Sto dicendo la verita', vecchio Anthur, ero stato disarcionato da cavallo e avevo battuto la testa; quando ho ripreso i sensi mi sono ritrovato la testa fasciata e sdraiato su un travois." rispose prontamente Rihoma; un ometto calvo e anziano, dall'espressione severa e dura. I presenti si voltarono verso Riohma, parlottando fra di loro.. "Secondo me la botta gli ha dato alla testa." borbotto divertito un uomo al banco. Rihoma si volto' di scatto, furioso. "Non sto mentendo, ubriacone da quattro soldi! Posso giurarti di esser stato soccorso da qualcuno, in quel dannato bosco!" "Ehi non ti scaldare vecchio; devi ammettere che la tua storia e' piuttosto assurda, non credi?" "Assurda ma vera, giuro sulla testa dei mie figli, maledizione!" Imprecando e borbottanto, Rihoma si avvio' al banco, ordinando un boccale di birra scura. "C'e' qualcuno in quel maledetto bosco, e io voglio scoprire chi!" Prosegui' l'ometto, innervosito. "Chiunque sia ti ha salvato la pellaccia, che ti importa di scoprire chi e'?" Gli rispose Anthur, accennando un sorriso. "La curiosita' mi sta uccidendo, Anthur, DEVO scoprire chi e' quel tizio." Rihoma fini' il suo boccale e fisso' Filthy negli occhi. "Un'altra birra oste! E dai un boccale anche a questa banda di cialtroni, offro io." Disse Rihoma indicando il tavolo dove erano seduti dei suoi amici e il vecchio Anthur. Filthy annui' brontolando qualcosa fra i denti, riempiendo quattro grandi boccali di birra schiumante. L'ometto si alzo' dal bancone e torno' a sedersi al tavolo dei suoi amici. "Ho sentito strani rumori in quel bosco.." Disse Rihoma. "Strane grida, forse un CANTO molto solenne, ed era una lingua che mai avevo sentito prima d'ora." "Sicuro di non essertelo immaginato?" domando' Anthur, scrutando l'amico. "Sicurissimo!! Mi prendi per un visionario forse??" Sbraito' Rihoma con una buffa espressione arrabbiata. "No no, non ho detto questo." Si giustifico' egli "..pensavo solo che, bhe', ecco, all'alba si e' molto stanchi, percio' puo' capitare..." "Anthur! Sei mio amico o no?!" lo interruppre Rihoma "Non mi sono immaginato nulla maledizione!!" Detto questo, Rihoma si alzo' di scatto e si avvio' verso l'uscio della locanda. "Rihoma! Dove stai andando?" Gli grido' dietro Anthur. "A cercare la verita' in quel dannato bosco, uomo di poca fede!!" Usci' sbattendo la porta, sotto gli sguardi attoniti e divertiti dei presenti. "Ma dico io, c'era bisogno di scaldarsi tanto?" Chiese Anthur agli amici, che risposero alzando le spalle. [continua..] _________________ "Oh Grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza."