Chiedo perdono, ho terminato il racconto soltanto ora. Sentii parlare per la prima volta di questa faccenda un paio di mesi fa, e udii un inquisitore, alla presenza di Gara, l'arial Veldrin e pochi altri affermare che quei cinque libri andavano riuniti e resi innocui, poichè erano chiavi per un piano demoniaco, in cui comandava colei che chiamavano "Maestra". Fui incaricata di formare e guidare un gruppo che combattesse le ombre, emissari di quel piano, a Monte Fato; le vincemmo mentre la seconda spedizione si trovava ancora a Paranor, per lo stesso motivo. L'inquisitore parve soddisfatto del lavoro, ci ricompensò ampiamente poi ci avvertì di fare attenzione alle cacciatrici: non erano combattenti da andare per il sottile. In seguito non lo incontrai più, anche se avevo chiesto di poter parlare con il Supremo Inquisitore per chiedere di poter studiare i libri. Passato qualche tempo, mentre ero in via Ahumeria, udii una voce che mi chiamava, invitandomi a raggiungerla...disse di riunire i libri per lei, e che mi avrebbe ricompensata; mi indicò una vasta distesa d'acqua, e affermò che ci saremmo incontrate lì e avremmo contrattato, se avrei voluto. Mi diede istruzione di seguire le ombre, in quel momento. Meditai sulla proposta, nel tempo che seguì: e decisi di incontrarla, principalmente per curiosità. Se poi avrei riunito i libri era cosa da vedersi. Quando giunse il tempo, indizi mi portarono alla piane dell'Abisso; lì un'ombra sottoforma di volatile uscì dal volume che ancora custodisco(e che consegnò Myzelak a me, Furion e Alirth), chiedendomi un'ultima volta se desideravo viaggiare, avvertendomi che avrei pagato esattamente per quanto avrei conosciuto, con una parte di me. Non rifiutai, benchè quelle parole mi avessero turbata non poco, e venni condotta alla dimensione che già Phasys, il suo consorte e Darian, assieme a Thyaris, hanno potuto vedere; ella, credo fosse la Maestra, si fece materiale, in fronte a me, con il mio identico aspetto; intendeva rubare la mia identità e la mia vita, per sostituirmi..esattamente come stava per accadere quando la sfera ha raccolto a sè tutte le ombre. L'ho sconfitta, rompendo l'equilibrio di forze, ed è per questo che nessuno ha potuto vedere il mio doppio. Ora quel libro resterà presso la mia casa, e nessuno dovrà aprirlo e leggerne il contenuto, giacchè nemmeno io l'ho fatto e lo farò; ne sono ormai legata, e contiene il dono che ho meritato dopo aver sconfitto il mio riflesso come non sono riusciti a fare gli inquisitori elfi e le cacciatrici. Ma è un dono di cui non intendo usufruire ora, nè mai. Per questo vi chiedo di non domandarmi di mostrarlo o aprirlo.