"Quel maledetto demone ed i suoi sottoposti hanno dato del filo da torcere a tutti, ma alla fine si sono piegati al giudizio divino, cadendo sotto i colpi delle armi dei giusti" Così pensava Ealstan, mentre camminava per le strade di Kyrandor massaggiandosi il braccio destro: una nuova cicatrice gli solcava l'avambraccio, un segno lungo e profondo, che partiva dal polso ed arrivava fino all'incavo del gomito, unico ricordo visibile dell'intera vicenda. Il danno magico era stato risanato, la ferita richiusa, ma il segno sarebbe rimasto per sempre e per il momento dava ancora fastidio, anche se per fortuna il dolore era scomparso... l'idea di portarsi addosso un'altra cicatrice non gli piaceva molto, ma il pensiero di una ragazza a cui le cicatrici parevano interessare parecchio rendeva lo sfregio un po' più sopportabile. Sorridendo appena a quel ricordo, Ealstan si incammina verso casa di Flaminea: prima di considerare completamente conclusa la vicenda, doveva ancora parlare con una persona ed informarla che il suo incubo era finito. Arrivato davanti alla porta bussa ed attende che qualcuno venga ad aprire.