Per la prima volta nella mia vita sento il peso degli affanni calarmi sulla schiena vergandola con forza... L'incontro con Leyva non poteva capitarmi in un momento peggiore, ora più che mai avrei bisogno della forza di cui sono invece privo... Per la seconda notte non oso avvicinarmi a quel letto come non oso lasciarla sola, così accucciato al suo fianco poggio la testa sul materasso e dormo cercando di non pensare...quel letto che prima ci accoglieva entrambi e ora allieta i sogni di una bambina che anche se sembra sempre più essere davvero colei che amo, non riconosco... Non so più cosa pensare, cosa fare, vivo nel crescente terrore di non poter più avere indietro Flaminea così come era un tempo... potrò tranquillizzarmi solo quando davvero la vedrò di nuovo vicina a me... Così mi trovo a fare da padre invece che da marito, lottando ogni volta che la guardo per non piangere di rabbia... Non capisco poi, perchè Leyva non abbia neanche accennato a lei... nominandola, confessando il mio amore per lei, mi sarei aspettato una reazione ben diversa, invece non ha dato minimo segno di meraviglia... come se già sapesse ogni cosa... Forse... forse sapeva veramente ogni cosa, di me e Flaminea, forse... è lei la vera artefice di ciò che le è successo... la sua arroganza e il modo in cui mi ha trattato quando ci siamo incontrati, senza invece neanche nominare lei e il suo ruolo... qualcosa sotto ci deve essere, e io lo scoprirò... se è lei che mi ha fatto questo, pagherà caro... ...mi sento rovinato...